lunedì, 19 maggio 2008

Questa sera ho visto per la prima volta Gummo, film americano del '97 che volevo vedere da un po'. Mi era stato presentato come una pellicola che dipingeva in maniera molto cruda la vita di una comunità white trash in una cittadina dell'Ohio da poco distrutta da un uragano. Credevo si trattasse di un film violento, ma invece mi ha dato un'impressione del tutto diversa. La situazione in cui si muovono i personaggi è decisamente marcia: ragazzini che vanno in giro ad ammazzare gatti per venderli al macellaio, ragazzine che scopano col padre, padri che fanno prostituire la figlia ritardata, fratelli che si riempiono di botte fra loro ridendo e via così. Insomma, luoghi comuni della provincia povera americana. Eppure nei personaggi, a parte una scena in cui due ragazzini ne aggrediscono un altro, io non ho visto alcuna cattiveria, non c'era aggressività nelle loro azioni. Sembrano tutti amici che vivono in un mondo al di sopra della moralità, come se l'apocalisse-uragano avesse gettato in quel paese le basi per la costruzione di un oltreuomo nietzscheiano. Non per altro, l'unico personaggio al quale ho potuto dare una connotazione negativa, che inganna e molesta tre ragazze che hanno smarrito il loro gatto, è un tizio che viene dalla città, fratello di un attorucolo che le ragazze non conoscono, che di mestiere scrive su un giornale di gossip ("e per scrivere ste cose ti pagano?". Gli dicono loro), insomma l'uomo regolare ancora preda del male, alieno ai sopravvissuti all'apocalisse, che dalla dicotomia bene/male si sono ormai emancipati. Insomma, mi è piaciuto. Molto diverso e decisamente meglio di quanto mi aspettassi.

 

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sabato, 17 maggio 2008

Mi sembra di viaggiare
in zone rarefatte del pensiero
dove si affina la mia disposizione a vivere
che si inebria di stili e discipline
in un insieme irridente di parche voglie
celebro il mio vanto
i miei sensi
la mia unicità...
Furono giorni di stanchezze assurde e depressive
di una totale mancanza di lucidità
Quando ti chiedi in un letto sconosciuto
che cosa hai fatto e perchè vivi
in tanta estraneità...
Sapessi che dolore l'esistenza
che vede nero
dove nero non ce n'è
Il fatto è che non posso più tornare indietro
che non riesco a vivere
con te o senza di te
credimi...
Ma io vorrei essere un aquila
vedere il piano del mondo che inclina verso di noi
e le leggi che si inchinano
lanciarmi ad inseguire il tuo deserto
e i saperi solenni e le porte dorate
cominciare di nuovo il viaggio...

 

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venerdì, 16 maggio 2008

L'altro giorno Marco Travaglio ha creato un po' di casotto lasciando intendere che Schifani fosse mafioso per via del fatto che aveva avuto frequentazioni con gente che poi è stata condannata per mafia, ebbene il secchioncello investigatore che castiga tutti dall'alto del fatto che lui ha avuto come maestro Montanelli, sto giro pare se la sia presa nel culo. Non tanto per quello che ha detto su Schifani o per come l'ha detto, ma perché il suo metodo non è piaciuto a D'Avanzo di Repubblica, che ha deciso quindi di usarlo contro Travaglio stesso, rendendo pubblico che il santarellino indignato, anni fa, è andato in vacanza con un tizio che poi è stato anche lui condannato per mafia. Se ne dedurrebbe quindi, applicando il metodo Travaglio, che Travaglio sia mafioso, perlomeno quanto Schifani.

E questa fa il paio con quella del Tribuno della Plebe Beppe Grillo che si è incazzato come una iena quando hanno pubblicato su internet il suo modesto reddito. Sì, proprio lui, quello che visto che internet è libera i politici devono tremare perché le informazioni si diffondono fuori dal loro controllo e la gente sa le cose che nessuno gli dice... A patto che non riguardino lui, ovviamente. Ah, che piccole piacevoli soddisfazioni.

 

 

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giovedì, 08 maggio 2008

Oggi, casualmente, ho scoperto che esiste la filosofia di Daniel Dennet. Conseguentemente ho deciso che devo studiare un po' di filosofia contemporanea perché non ne so un cazzo e invece è interessante. Tutto questo mi ha portato a dei ragionamenti molto anali, su come oggi lo zeitgeist sia senza alcun dubbio rappresentato dagli USA. Non c'è niente da fare, sebbene i critici rompipalle sostengano si tratti di una nazione in decadenza, tutte le avanguardie di un qualche livello nascono lì, e cosa più interessante nasce lì anche il pensiero critico verso il sistema , fatto proprio dagli antiamericani noglobbal di ogni dove, che stranamente non notano come i loro maitres à penser, come Chomsky o Moore siano tutti un prodotto della società americana, e come tale critica non sia altro che una parte del processo dialettico che muove tale società, verso l'infinito e oltre. Certo prima o poi lo spirito dei tempi verrà incarnato da qualcun altro tipo la Cina, l'India o il Mozambico, ma per il momento i miei amati Iu Es Ei dànno ancora la paga a tutti.

 

 

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lunedì, 05 maggio 2008

L'autore di questo blog ha scritto un po' di canzoni e venerdì scorso ne ha suonate otto sue più una di Ivan Graziani, facendo da apripista ai Notte Folk al Bar Bera di Trecella (MI). Era il suo esordio da solista ed era un po' emozionato. Per ovviare a ciò ha contravvenuto al suo imperativo di bere poco e si è presentato sul palco in queste condizioni, tutto sommato decenti:

Qui vediamo l'artista con un agamba elegantemente accavallata, mentre scruta l'infinito tutto preso dalla sua arte.

In questa foto possiamo osservare l'amica dell'artista che lo osserva assolutamente estasiata, senza perdersi nemmeno un hertz di quando esce dalla sua bocca e dalla chitarra, che non è sua ma di Jimmybrasa, perché quella dell'autore del blog fa degli strani bzzzz di cui ancora non si conosce la causa.

E infine, il dopo concerto. Una rilassante partita a scacchi in cui l'autore del blog (a destra), si troverà ad essere severamente bastonato da Fabri (a sinistra), sotto lo sguardo attento ma benevolo di Rino Gaetano (al centro). Notare come l'intensità delle onde cerebrali dei due contendenti abbia addirittura assorbito il colore, ingrigiendo l'ambientazione.

 

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domenica, 04 maggio 2008

Anni fa Jovanotti scrisse e cantò una canzone che si intitolava L'ombelico del mondo. Questa canzone può ovviamente piacere o meno, e a me piace. Direi che ha un gran ritmo, anche nell'incedere del testo. Ora, però, volevo segnalare una frase che un po' mi turba. Io come dice qualcuno potrò anche essere lontano dalla sensibilità poetica, ma qualcuno mi può spiegare che cazzo vuol dire "occhi smeraldo come il diamante"?

 

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